Un euro tra Nord e Sud. Conta come si spende
Scelga una somma, la divida fra Mezzogiorno e Centro-Nord e provi a spenderla bene o male. Le stime pubblicate dicono che lo stesso euro rende in modo molto diverso secondo come si spende, e che quando la spesa al Sud funziona cresce anche il Centro-Nord.
I numeri di partenza sono quelli dell’articolo Se il Sud resta indietro, il Nord perde il suo primo cliente.
Lo stesso euro, speso in tre modi
La Banca d’Italia ha simulato per tutta l’Italia una spesa in investimenti pubblici fatta in tre modi diversi. Con la somma scelta qui sopra, il grafico mostra quanto PIL in più, la ricchezza prodotta, si avrebbe ogni anno nei primi cinque. Oltre il quinto anno la tavola non va.
- senza sprechi
- con sprechi
- con i tassi in salita
Senza sprechi, al quinto anno
1,1 euro di PIL per euro speso. Il debito in rapporto al PIL scende.
Con sprechi, al quinto anno
0,8 euro per euro. Il debito in rapporto al PIL sale.
Con i tassi in salita, al quinto anno
0,7 euro per euro, e il debito in rapporto al PIL sale più che con gli sprechi.
Fonte Banca d’Italia, Questioni di economia e finanza n. 520, Tavola 1, spesa pari all’1% del PIL fatta a debito, effetti in proporzione alla somma, calcolo dello Studio. Per quella spesa, al quinto anno il debito in rapporto al PIL è più basso di 0,4 punti senza sprechi, più alto di 1 punto con sprechi e di 2 punti con i tassi in salita. È una stima per l’Italia intera, non per area, e non cambia i numeri delle due aree più sotto.
Quanto costa
Le simulazioni della Banca d’Italia immaginano la spesa fatta a debito, con i tassi fermi. Con i tassi in salita o con sprechi l’effetto è più basso, sono i numeri del riquadro qui sopra (Banca d’Italia, QEF 520, Tavola 1). Il deficit non è calcolato, del debito c’è solo il rapporto con il PIL stimato per l’Italia intera, e la pagina non dice chi paga fra le due aree.
Secondo la Banca d’Italia
Simulazione con due aree e spesa senza sprechi, presentata dal Direttore generale Fabio Panetta a Foggia il 21/09/2019. Il lavoro tecnico che la contiene non è mai stato pubblicato per esteso, quindi l’andamento anno per anno non c’è. I valori qui sotto valgono per un anno, quando l’effetto è pieno.
La simulazione ipotizza una spesa senza sprechi. Letti nel modo più largo, Sud e Centro-Nord insieme arrivano a circa 3 euro di PIL per euro speso, sopra la forchetta fra 1 e 2 che la stessa Banca d’Italia indica per l’Italia (QEF 520, pag. 10). Letti nel modo più prudente fanno 2. Con sprechi l’effetto scende, per l’Italia 0,8 invece di 1,1 al quinto anno (QEF 520, Tavola 1).
La simulazione della Banca d’Italia riguarda solo la spesa fatta al Sud. Con tutta la somma al Centro-Nord i suoi numeri non si applicano, vale il riferimento nazionale qui sotto.
PIL del Sud in più, in un anno pieno
PIL del Centro-Nord in più, in un anno pieno, al massimo
Occupati in più al Sud
Circa +0,5% degli occupati per la spesa piena (nota 31 del discorso), qui in proporzione alla somma, calcolo dello Studio. La fonte non dice dopo quanti anni. Per il Centro-Nord nessuna stima.
Il divario di PIL per abitante
Secondo l’Università Cattolica
Deleidi, Romaniello e Tosi hanno stimato quanto PIL ha prodotto ogni euro di investimenti pubblici nella stessa area, sommando gli anni. Le stesse regole per le due aree. Gli anni pubblicati sono 1, 2, 4, 6, 8 e 10 e il grafico mostra solo quelli. La spesa è divisa in dieci rate uguali, calcolo dello Studio. La fonte non stima quanto passa da un’area all’altra.
Questi livelli sono molto sopra le stime istituzionali. Per l’Italia intera la stessa tavola dà 3,22 euro per euro, la Banca d’Italia indica una forchetta fra 1 e 2 (QEF 520, pag. 10). Servono a confrontare le due aree fra loro, non come risultato atteso. Il testo letto è la versione di lavoro del 2021, poi pubblicata su Papers in Regional Science.
- Mezzogiorno
- Centro-Nord
- non distinguibile da zero
Mezzogiorno, in totale nei dieci anni
Centro-Nord, in totale nei dieci anni
La spesa al Sud che finisce al Centro-Nord
Sono quattro misure prese da anni e modelli diversi, ognuna conta una cosa sua e sommarle sarebbe un errore.
Il Nord-Ovest sopra la media tedesca, il Sud a due terzi di quella europea
PIL per abitante nel 2024 a parità di potere d’acquisto, che tiene conto di quanto costano le cose in ogni paese. La media dell’Unione europea vale 100. Le macroaree italiane stanno sullo stesso metro dei paesi, il Sud qui è senza Sicilia e Sardegna, che sono la barra delle Isole.
Eurostat, tabelle tec00114 e nama_10r_2gdp. Con l’asterisco i dati provvisori, Germania, Francia e Spagna. In grigio scuro le macroaree italiane. Per le regioni Eurostat usa la parità di potere d’acquisto nazionale, quindi non tiene conto dei prezzi più bassi al Sud. Nel 2025, dati in parte provvisori, Italia 96, Francia 98, Germania 115, Spagna 92.
A Catania, nel 2024, il Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta ha fatto un’ipotesi. Se il PIL per abitante del Mezzogiorno salisse al 75% di quello del Centro-Nord, il reddito per abitante degli italiani crescerebbe del 7% e supererebbe quello della Francia.
Discorso del 19/09/2024, pag. 1 e nota 2, riassunto da noi. È una stima a sé e la somma scelta qui sopra non la cambia.
A conti fatti
Conta più il modo della somma. Per tutta l’Italia la Banca d’Italia stima che un euro di investimenti pubblici speso senza sprechi renda 1,1 euro di PIL al quinto anno, 0,8 se metà si disperde, 0,7 se nel frattempo salgono i tassi. Speso bene il debito in rapporto al PIL scende, speso male sale. Il Governatore Panetta lo ha detto a Catania nel 2024 per il Sud, il divario “non può essere colmato con misure di natura assistenziale”.
Quando la spesa al Sud funziona, una parte larga del lavoro arriva alle imprese del Centro-Nord. Nella simulazione Banca d’Italia sono fino a circa un euro di PIL al Centro-Nord per ogni euro speso al Sud, ma la simulazione presuppone proprio una spesa senza sprechi. Sul Sud le due stime della pagina non sono lontane, fra uno e poco più di due euro per euro. Su dove convenga di più investire non sono d’accordo, e chi lo dà per scontato ha scelto una fonte.
Poi c’è la barra del 75%. Anche la somma più grande che la pagina consente sposta il Sud di circa un punto, mentre il divario si misura in centinaia di miliardi l’anno. Quel limite viene dall’unica simulazione disponibile, non da quanto c’è da spendere. Le risorse di questo decennio valgono circa il 5% del PIL del Sud ogni anno (Panetta, Catania 2024, pag. 5). Su somme di quella taglia la distanza fra 1,1 e 0,8 euro per euro vista sopra pesa molto di più.
Da dove vengono questi numeri
Quello che la pagina non può mostrare
Le ipotesi dei conti
Effetti in proporzione alla somma fino a 49 miliardi. Euro ai prezzi del 2024, senza inflazione. Popolazione ferma al 2024, senza tenere conto di chi parte o torna. Media europea ferma. Il PIL per abitante del Sud è calcolato su dati Eurostat, 24.870 euro, l’Istat lo arrotonda a 24,8 mila. Dati regionali Eurostat nella versione del 10/02/2026. Per la stima Cattolica il rapporto pubblicato si applica alla spesa sommata fino a quell’anno, compresa l’ultima rata, approssimazione dello Studio. Nella stima Banca d’Italia il PIL per abitante del Sud si ricalcola con il Centro-Nord fermo.
Versione 1.3 · fonti lette sugli originali il 25/10/2026
Il conto vero sui numeri della sua impresa lo facciamo insieme
